Ottimizzazione della preparativa per l’analisi isotopica dello stronzio: un nuovo studio a cura di Eco Research

La preparazione dei campioni in laboratorio è una fase cruciale che precede l’analisi strumentale e può influenzare in modo significativo la qualità dei risultati. In ambito di ricerca, i metodi vengono costantemente perfezionati per garantire la massima qualità del dato finale, ma spesso ciò comporta procedure lunghe e un elevato consumo di materiali, come l’utilizzo monouso della resina nelle separazioni cromatografiche in fase solida.
Cold Rocky Landforms: aggregati rocciosi che si rivelano fondamentali per la tutela della biodiversità montana

A causa dei cambiamenti climatici, gli ambienti acquatici freddi in alta montagna, come le sorgenti dei ghiacciai, stanno subendo una rapida contrazione. Tuttavia, alcune forme del paesaggio montano chiamate gelide morfologie rocciose (CRL – Cold Rocky Landforms, in inglese), possono aiutare a proteggere questi ambienti e la loro biodiversità.
Conservation soft box ed altre soluzioni su misura per reperti archeologici

I reperti archeologici sono importanti tracce del passato che, oltre al loro fascino antico, rappresentano un patrimonio culturale inestimabile ricco di informazioni essenziali per gli studiosi. Tuttavia, possono essere irrimediabilmente danneggiati dal passare del tempo, anche là dove dovrebbero essere al sicuro, cioè all’interno dei musei. Diversi fattori, tra cui umidità, temperatura, sostanze chimiche e microorganismi possono causare danni irreparabili, pertanto è fondamentale adottare strategie innovative per la loro corretta conservazione.
Microplastica nelle acque dei depuratori: dai protocolli di misurazione all’efficacia di rimozione

La microplastica è un inquinante emergente la cui diffusione in ambiente rappresenta un grave rischio per la salute umana e degli ecosistemi. Nonostante il crescente numero di studi su questa tematica, l’aggiornamento delle vigenti normative e l’implementazione di soluzioni efficaci per limitarne la dispersione sono ancora in fase di definizione.
Sarà davvero pane Regiokorn? Con gli isotopi lo possiamo scoprire

Il crescente interesse verso i prodotti locali e di qualità rende necessario avere anche a disposizione strumenti scientifici in grado di verificarne l’autenticità e proteggere consumatori e produttori da frodi. Come già dimostrato in studi precedenti, il rapporto isotopico dello stronzio è un marker di origine molto promettente in questo ambito, dato che rappresenta la firma geo-litologica del luogo di provenienza dei prodotti agroalimentari. Ma mentre il riconoscimento dell’origine geografica di materie prime o semi-lavorate può essere “semplice”, la verifica dell’autenticità di prodotti lavorati, come il pane, può rivelarsi molto complessa.
Rimozione di microplastica dalle acque reflue urbane: uno studio sull’efficienza degli impianti di depurazione

La produzione globale di plastica negli ultimi decenni è aumentata significativamente, e con essa le problematiche legate ai rifiuti plastici. Un problema ambientale sempre più urgente da affrontare è quello legato alla dispersione di micro- (e nano-) plastiche. Si tratta di particelle di diametro inferiore a 5 mm, derivanti dalla frammentazione di prodotti o rifiuti in plastica. Oltre a rappresentare un rischio per l’ambiente e la salute umana data la loro persistenza in ambiente, possono anche veicolare patogeni o rilasciare altre sostanze inquinanti. In un contesto urbano, la loro presenza nelle acque reflue è prevalentemente dovuta agli scarichi domestici ed al dilavamento delle strade. Dato che queste acque sono soggette al trattamento presso appositi impianti, è importante controllare se gli attuali stadi di trattamento sono sufficienti per la rimozione della microplastica.
Nichel nei fiumi alpini in aumento a causa della degradazione della criosfera

Il cambiamento climatico non solo riduce le riserve idriche rappresentate da ghiacciai e permafrost, ma può anche contribuire a liberare una maggior quantità di soluti nei fiumi di alta montagna. Tra i vari soluti, particolare attenzione va riservata ai metalli pesanti, tra cui il nichel, presenti in abbondanza in alcune tipologie di rocce e potenzialmente tossici per gli organismi acquatici e la salute umana.
L’impronta chimica del legno: ogni albero ci svela la sua provenienza

Da dove proviene realmente il legno che utilizziamo? In un contesto globale in cui si fa sempre più urgente poter garantire un uso sostenibile delle risorse naturali rispondere a questa domanda è essenziale. Il legname è infatti una materia prima di ampio utilizzo il cui commercio illegale danneggia gravemente gli ecosistemi e la biodiversità. Eppure, strumenti affidabili per verificarne l’origine geografica sono ancora scarsi.
Un nuovo studio, condotto da Eco Research in collaborazione con la Libera Università di Bolzano, esplora una soluzione concreta ed efficace: un approccio che combina analisi multi-elemento ed isotopica, integrato con modelli statistici. L’indagine ha interessato tre specie forestali tipiche delle Alpi orientali – abete rosso, larice e cembro – cresciute su litologie diverse.
I risultati sono promettenti: ogni specie mostra un’impronta chimica riconoscibile e il rapporto isotopico dello stronzio riflette fedelmente la geologia dell’area di provenienza, permettendo così il riconoscimento con elevata precisione sia della specie che dell’origine di ciascun campione. Lo studio apre così nuove prospettive per l’impiego di queste tecniche da parte di organismi di controllo per verificare la provenienza del legno o dei produttori stessi a sostegno delle filiere certificate.
Partecipazione Annual Meeting – EAA (European Association of Archaeologists) – Roma, 28-31 agosto 2024

In occasione del meeting annuale dell’European Association of Archaeologists, che si è svolto a Roma dal 28 al 31 agosto 2024 è stato presentato il poster dal titolo The Conservation Soft Box (CSB): an innovative, efficient and low‐cost technique to preserve biological remains…
La sfida ambientale del futuro: “L’inquinamento da microplastica”

Con il termine “plastica” oggi si intendono migliaia di prodotti di tipi diversi. Questi coprono gli usi più disparati nella vita di tutti i giorni e di tutta la popolazione mondiale. Le plastiche attuali hanno caratteristiche completamente diverse le une dalle altre e sono costituite, oltre che dal polimero principale, da migliaia di molecole diverse addizionate per raggiungere le caratteristiche richieste dal loro utilizzo (plastificanti, coloranti, ammorbidenti, antifiamma, etc). La caratteristica principale della plastica è la sua durata nel tempo, che la rende praticamente “eterna”: un prodotto in materiale plastico mantiene le sue caratteristiche e proprietà per decenni, anche se abbandonato agli agenti atmosferici. Questi, tuttavia, hanno un effetto abrasivo importante e con il tempo portano alla frammentazione del polimero, producendo le “microplastiche” (MPs). Le microplastiche sono state rinvenute in ogni ambiente terrestre, dai poli ai ghiacciai, dai terreni superficiali ai mari più profondi. Tanto che, ormai a livello mondiale, gli scienziati le ritengono uno dei problemi ambientali più importanti da affrontare e cercare di risolvere nei prossimi anni…